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BlackCandy  
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BC030

TOMVIOLENCE - Borderlinelovers
BC030
 
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Registrato e mixato da Andrea Rovacchi al Bunker Studio di Rubiera (RE)
Masterizzato da Davide Barbi al Barbisound di Modena
Progetto Grafico di Marco Annunziata
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www.tomviolence.it
www.myspace.com/tomviolenceband
 
 
A BUZZ SUPREME - Publishing, Promotion & Management
ANDREA SBARAGLI
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Dopo l’omonimo album d’esordio del 2005 e con un centinaio di concerti sulle spalle, i tomviolence arrivano con Borderlinelovers al secondo lavoro in studio.
L’album, coraggioso e maturo, rappresenta una chiara svolta per il gruppo e segna il completo distacco dai canoni del postrock. Dodici brani che oscillano tra un rock in continua tensione e un pop tagliente e roteante e che, senza voler mancare di modestia, richiamano con forza le sonorità dei Wilco. Chi ha apprezzato il primo disco dei tomviolence rimarrà affascinato anche da questa seconda prova del gruppo … pur lasciandosi alle spalle violini e fiati, che tanto caratterizzavano le atmosfere del primo lavoro, anche in Borderlines, momenti più melodici e introspettivi si alternano ad altri nei quali il suono si fa più graffiante e veloce.
Il cantato, mai così centrale, rappresenta un’altra novità da sottolineare … i due chitarristi del gruppo, Leonardo Cioni e Lorenzo Cerelli, si alternano alla voce raccontando squarci di storie personali più o meno fortunate … così si spiega il titolo dell’album, Borderlinelovers, che costituisce non solo il tema centrale di tali storie ma definisce a pieno l’intero lavoro sia per quanto riguarda i testi che per quanto riguardo la parte musicale.
Anche Borderlinelovers è stato realizzato al Bunker Studio di Rubiera grazie all’aiuto del sapiente ed insostituibile Andrea Rovacchi (Julie’s Haircut , Slugs) che fa la sua comparsa (da musicista!) anche in un paio di brani. Tutti questi cambiamenti sono anche il frutto di un inevitabile cambio di line-up: il violino (Tommaso Olivieri) ed il sassofono (Edo Arnetoli) lasciano spazio al piano, all’organo e al wurlitzer di Mirco Tani.

 

ThreeInOneGentlemanSuit

BIOGRAFIA

I Tomviolence raggiungono l’attuale formazione nel 2001 aggiungendo al loro suono originario la presenza di un violino e di alcuni strumenti a fiato. Ne deriva una miscela di suoni prevalentemente elettrici con sfumature acustico-melodiche, motivi malinconici ma al contempo rabbiosi. Dopo una buona esperienza live, nel 2003,  registrano un demo, dal titolo "Virginity". Il 2004  segna l’inizio della collaborazione con la Black Candy records ed un susseguirsi di molteplici esperienze dal vivo. Nell’anno successivo i Tomviolence entrano in studio per registrare il loro cd d’esordio; il lavoro dal titolo omonimo viene realizzato al Bunker Studio di Rubiera e vede la presenza di Andrea Rovacchi al mixer ed in veste di produttore  artistico. Il disco può inoltre vantare altre interessanti collaborazioni fra le quali il prezioso contributo “elettronico” di Luca Di Mira (Giardini di Mirò) e quelle di due compagni di etichetta: Martino Pompili (The Slugs) e Giancarlo Frigieri (Joe Leaman).
Il risultato? Nove malinconiche e rabbiose rapsodie semi acustiche immerse in un unico scorrere che confluisce dall’Universo al centro del significato più esteso di post-rock e che vengono ottimamente accolte dalla critica:
… piccolo capolavoro d’esordio (RUMORE) … un disco curioso e ardito… quasi la voce degli stordimenti e delle paure di questo inizio secolo (ROLLING STONE) … nove tracce convincenti, ben architettate tra slanci emotivi ed introspezioni strumentali (BLOW UP) … nove canzoni fenomenali come un’aurora boreale. Promettenti (TRIBE) … Se il post-rock in Italia assume sempre più nitidamente le coordinate di un movimento e se questo movimento declina di volta in volta il genere in direzioni leggermente differenti, allora il sestetto in questione non fa eccezione, ma forse possiede una marcia in più … un atmosfera molto vicina allo slow core più armonioso e piuttosto distante dal post rock classico… (IL MUCCHIO SELVAGGIO) … un esordio promettente, insomma, nonostante il suo essere un po’ troppo calligrafico. Ma, come dire, questo non è propriamente un difetto, anche perché crediamo che il talento ci sia tutto (ONDA ROCK) … orchestrazioni post rock da togliere il fiato… La scuola è quella dei Mogway e June of 44 e i Tomviolence sembrano aver imparato la lezione alla perfezione, se poi si aggiunge la naturale italica propensione alla melodia e la scena che nel nostro paese si sta muovendo in tale direzione hanno quel quid, quella marcia in più che li fa emergere dal gruppo (COOL CLUB) … Più di ogni altra cosa convince però la capacità di giocare coi registri bassi, dove i timbri s'impastano invischiando il cuore, come nel pigro splendore dell’iniziale To Set Something Convivial o in quella Good Morning ... Sanno fare bene ciò che vogliono fare, i Tomviolence, lasciando intravedere numeri per fare di più. Cioè - forse - altro… (SENTIREASCOLTARE)
Nel mese di Giugno 2008 i tomviolence entrano in studio con una line-up rinnovata, alla formazione base (due chitarre, basso e batteria) si aggiungono piano e tastiere di Mirco Tani, vengono accantonati violino e fiati e si aggiungono le voci dei due chitarristi.
L’uscita è prevista per i primi mesi del 2009 per Black Candy records.

 

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